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September , 2018
Tuesday

fiofamagazine

diamo voce alla musica

Il palco dell’Ariston per il festival di Sanremo è una meta ambita da tanti, per non dire quasi tutti, tanto prestigioso da far sembrare prestigioso tutto quello che gli ruota intorno, ci sono davvero tante iniziative collaterali e danno spazio ai giovani artisti emergenti che si sono distinti conquistando premi di spessore nazionale o nel panorama della discografia indi, ma gli artisti che ambiscono a conquistare anche un palco nei dintorni, devono stare molto attenti o per lo meno devono diventare consapevoli. Ci sono eventi ed eventi ed è possibile che qualche agenzia di spettacolo vi chieda dei soldi per farvi esibire, magari promettendo qualche intervista tra la moltitudine di radio presenti in quei giorni, che sarà radio “stavo meglio a casa se penso che un talent scout si accorga di me”, è giusto fin qui; all’organizzatore quello spazio costerà molto, Il problema sarà vostro se avrete aspettative, cogliete l’occasione per conoscere chi come voi, promuovere i vostri progetti, fare pubbliche relazioni. Volevo pubblicare ciò nella sezione didattica ma poi ho optato per il blog, per raccontare la mia esperienza ed assumere toni personali e confidenziali.

Sono apena rientrata da Sanremo, per la quinta volta in occasione del festival; i primi tre anni insieme al nostro editore Pino Scarpettini per accompagnare le rivelazioni Fiofa, Cloudisque o Spazio d’Autore, certo non c’erano tutti gli artisti iscritti ma erano rivelazioni autentiche scelte per essere li e non paganti. Il mio quarto Sanremo fù da freelance e l’attenzione andò ad un gruppo, nel quale c’era un artista calabrese che stimo molto, tutti nervosi e disagiati mi raccontarono di questi manager che vendevano l’esibizione di due brani, pompandosi la bocca con casa sanremo o dove è la sala stampa e promettendo di essere ascolati da chi conta per poi ritrovarsi a cantarne uno e pure tagliato in una stanza a porte chiuse. Niente di tutto ciò è stat da me vissuto in questo Sanremo, sicuramente qualche gruppo di seguito a presunti manager ci sarà stato e qualcuno di loro sarà stato deluso della location e dal prezzo di una esibizione, ma i ragazzi con i quali ero, erano i protagonisti di un programma tv consapevoli di svolgere una registrazione conclusiva e desiderosi di trascorrere qualche giorno insieme in una vacanza musicale adatta alle loro aspirazioni e si sono ritrovati a passare le giornate ad attendere una camera, tra l’altro pagata, perchè l’organizzazione negli stessi giorni(della quale non si viene a capo) aveva venduto due e tre volte la stessa camera. Non si puo’ fermare questo sistema di cose, solo imparare a riconoscerlo prima di cadere vittime. L’esperienza insegna a muoversi autonomi, a quanto pare anche nel trovare alloggio e se si aderisce a qualcosa che si paga essere consapevoli che puo’ portare solo a socializzare, anzi cogliere l’occasione per promuoversi e non farsi notare…non è il contesto!

Nessun produttore mai vi porterà all’Ariston per il Festival senza avervi fatto fare un lungo percorso, neanche chi ne ha le possibilità.

Tiziana Etna

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