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Sanremo 2015 : Nek vincitore morale, ma non siamo delusi.

Posted by adminfiofa On febbraio - 15 - 2015

(di Tiziana Etna)

Appena conclusa la sessantacinquesima edizione del Festival di Sanremo, quest’anno vissuta in poltrona davanti alla tv anche dalla nostra redazione e quindi con lo sguardo rivolto prettamente all’Ariston e alla kermesse classica.

Magazine come il nostro trovano nel festival della canzone italiana occasioni diverse, infatti ci siamo accorti che chi non è mai capitato a Sanremo in questi giorni non ha la minima idea di cosa accada fuori dal teatro: al Palafiori, a Casa Sanremo, nei locali storici della costa e nelle piazze, ma basti pensare che chiunque graviti intorno al settore musicale e televisivo è lì presente e con i suoi migliori rappresentanti. Moltissimi gli agenti e pseudoagenti che promettono performance ed interviste all’interno delle iniziative parallele, in cambio di compensi talvolta assurdi ed ingiustificati, d’altro canto queste iniziative hanno un costo e devono essere ammortizzate; quindi arrivare ad esibirsi qui senza pagare, non è l’Ariston ma è decisamente un avvicinarsi. Ecco perchè anche noi siamo a Sanremo a respirarne l’aria, ad accompagnare emergenti e a verificare che percorsi in cui si e’ creduto procedono, quest’anno però ci siamo astenuti ed è anche vero che ogni tanto serve tornare alla prospettiva del genuino spettatore.

 

Abbiamo fatto orecchie da mercante sui pronostici ed abbiamo eluso le solite critiche, anche perchè è risaputo che le canzoni vanno ascoltate almeno due volte, che dire, una forte componente talent, soprattutto uno, tra l’altro non passato inosservato a Luca e Paolo, un circuito un po’ chiuso forse, ed anche se il nostro editore e gli intenditori che affermano che non ci sono piu’ le belle canzoni di una volta non saranno dello stesso parere, nel contesto generale i brani di questo festival ci sono piaciuti e la qualità sembra essersi leggermente alzata. Carlo Conti è l’unico erede valido degno del titolo di presentatore e tutto sommato le vallette senza dizione tanto amate dagli italiani se la sono cavate per simpatia, soprattutto Arisa alla quale perdoniamo che non vi sia differenza tra analgesico ed anestetico .

Non per campanilismo, ma per meritocrazia e forse un leggero sentimentalismo, abbiamo apprezzato la presenza di Marco Masini, Irene Grandi come pure di Gianluca Grignani, Raf e Nek; anche tra gli ospiti nazionali ed internazionali un assortimento commemorativo, antologico e futuristico hanno concesso una manifestazione ricca, moderna ma al contempo classica. Ci sono piaciuti Nek, Alex Britti, Masini e Nina Zilli, ma la vera rivelazione è stata Bianca Atzei, bellissimo brano Il solo al mondo e fantastico timbro di voce lei, peccato il quattordicesimo posto. Condividiamo il premio miglior arrangiamento e Lucio Dalla, un pò meno il premio della critica Mia Martina che avremmo dato a Masini o Britti. Simpatici Biggio e Mandelli che hanno offerto una nota di colore al festival, stavano meglio  tra gli ospiti comici  e senza sostituirli a nessuno’, meno che mai a Luca e Paolo, Alessandro Siani e Pintus ai quali comunque è stata affidata una satira più raffinata.

Scoprendone i progetti è interessante Giovanni Caccamo delle nuove proposte; non ci dispiaceva neanche Enrico Nigiotti che ha comunque avuto un ottima occasione di riscatto.

Un giudizio più favorevole rispetto alla precedenti per questa 65° edizione, una critica comunque nasce spontanea sul sistema televoto e delle presentazioni dei concorrenti più vicina al formato talent che al grande festival, tuttavia la credibilità di Carlo Conti e la validità degli arrangiamenti soprattutto per la serata Cover, dove ancora a distinguersi è stato Nek aggiudicandosi il primo posto, hanno comunque riportato l’evento in tantissime case degli italiani.

Il Volo, prodotto destinato ad un mercato estero, è quanto vogliono propinarci e certo non ci meraviglierebbe vederli partecipare e vincere l’Eurofestival; bravi, bravissimi, fanno un po’ impressione però quei bambini cosi moderni dentro ad un esperimento musicale tanto “antico”, sovvertono l’idea diffusa che in Italia non funzionano le Boy Band, dimostrando che le boy band ci piacciono purchè conservino la tradizione, anche quella che vogliamo far credere di possedere all’estero. Per molti Nek è il vincitore morale di questo migliorato festival, 48 anni dopo almeno siamo in grado di riconoscerlo per il resto le ultime parole di Luigi Tenco ancora non trovano giustizia: …”Faccio questo (e tutti conosciamo il gesto) non perchè sono stanco della vita, tutt’altro, ma come segno di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona la rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno”.

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