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Professione Attore…..

Posted by adminfiofa On luglio - 31 - 2011

La professione di attore si apprende e si mette in pratica con Spazio Gedeone

di Tiziana Etna

La professione di attore si apprende e si mette in pratica con Spazio Gedeone; qui l’insegnameto della recitazione teatrale e cinematografica d’impronta stanislavskijana  e’ il meritevole quanto mai appassionato risultato di un progetto nato come laboratorio di introduzione all’arte dell’attore ed evoluto nel tempo in scuola. E, senza mai perdere il senso della sperimentazione ,si e’ fatta sempre più disponibile ed attenta ad offrire una proposta formativa  diversificata.

A raccontarcela sono i due cofondatori e direttori Paolo Olgiati (nella foto) e Angela Rossi  in un intervista rilasciata al fiofamagazine; preziosa per suggerimenti e contenuti, la nostra chiacchierata ha fornito un’idea generale eloquente del fronte teatrale e cinematografico e dell’impegno richiesto  all’artista professionista di questo settore. Ennesima testimonianza che l’artista e’ un ricercatore che non smette mai di  studiare/sperimentare.

La scuola prevede un ciclo di tre anni, o meglio di due anni più un corso professionisti, una sorta di master, ma com’è articolato il programma?

Il primo anno lavoriamo molto sul senso di verità.                                                                                                                Risponde Paolo Olgiati:-Se un attore nel cinema deve bere un bicchiere di whisky, non lo berrà mai realmente, sarà te’ o qualcos’altro, altrimenti al secondo ciak sarebbe ubriaco, l’attore e’ , quindi, chiamato a ricreare a livello sensoriale il gusto vero del whisky, che il suo corpo conosce già; cosa prova al primo bicchiere, la sensazione del secondo fino a che non è ubriaco se richiesto nella sceneggiatura.                                                                    Stanislavskij ha creato un metodo che sostanzialmente offre gli strumenti per ricreare sensazioni, emozioni, relazioni.

Prendiamo  Giulietta e Romeo, ad esempio, la prima cosa che ci interessa vedere e due ragazzi che si innamorano, Shakespeare  fa guardare, innamorare e baciare i due giovani, prima ancora di qualsiasi parola.

Il primo anno c’e’ un lavoro molto profondo, ognuno si trova a confrontarsi con gli scogli personali . Partendo da zero, anche se c’e’ esperienza di palco, e stando molto a contatto con se stessi,  si arriva a ricreare quelle scene richieste. La meta e’ arrivare a baciare e piangere.

Un momento fondamentale e’ l’esposizione di fronte  al pubblico, perchè l’allievo ora prosegue nella direzione lavorativa . “Il lavoro dell’attore è creare quello che non c’è e  tutto quello che viene creato deve essere esposto.”

Nel secondo anno l’obbiettivo è riuscire a catapultare “me” all’interno della situazione storica e geografica individuale del personaggio da  interpretare , la vita quotidiana di Romeo e’ quello che l’attore dovrà cercare, tutte le documentazioni posso aiutare . Contemporaneamente viene fatta una ricerca sul testo.

Mi sembra di capire che il primo anno e’ basato sull’introiezione mentre il secondo sull’osservazione del mondo esterno, è così?

Si, in parte, ma attenzione non e’ terapia.

Risponde Angela Rossi:- Molto spesso a causa della complessità, e come occasione di approfondimento, molti allievi decidono di ripetere il secondo anno; alla fine del quale hanno tutti gli strumenti per andare, in teoria, a lavorare. Portare avanti in contemporanea la costruzione del personaggio e la comprensione organica del testo non e’ semplice, in più da quest’anno affrontiamo anche la differenza tra il registro comico e drammatico. Diciamo che nel corso dei due anni si stabilisce il ponte tra la tua realta’ emotiva e quella che e’ poi  l’esposizione.

Come è organizzato il corso Professionisti?

Paolo Olgiati:-Il corso professionisti  e’ organizzato in modo più complesso, o meglio strutturato in tre parti differenti:  al corso di teatro e di cinematografia si affianca la parte comicità. In teatro l’attore deve farsi vedere e sentire anche dall’ultimo spettatore in fondo, nel cinema se esaspera, non và bene.

Il corso teatrale e’ spalmato su tutto l’anno, quello cinematografico in quattro intensi week and più le riprese. Diciamo che il terzo anno suona un po’ come un master, e’ la fine di un percorso. Anche  se l’attore non finisce mai di apprendere e sperimentare, ma lo abbiamo già detto.

Angela Rossi:- Alla struttura portante, a completamento, si svolgono anche il corso di dizione,  voce e tetro danza, con blocchi di 12 lezioni per ogni disciplina. Oltre a diversi seminari intensivi.

Nel primo e nel secondo anno ci sono due momenti dedicati all’esposizione con il pubblico, nel terzo una e si chiamano lezioni aperte, le stesse di cui abbiamo già avuto occasione di parlare in un articolo di presentazione nell’uscita di giugno del nostro magazine e che non mancheremo di segnalare il prossimo anno.

Gli aspiranti attori professionisti trovano approfondimenti all’indirizzo www.spaziogedeone.it

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