19
October , 2019
Saturday

fiofamagazine

diamo voce alla musica

il Tritacarne dell’esperienza

Posted by adminfiofa On gennaio - 20 - 2011

IL TRITACARNE DELL’ESPERIENZA
di Stefano Torossi
Jesus Christ Superstar. Una meravigliosa avventura. Anno 1973. Questo titolo ci è tornato in mente la settimana scorsa, a proposito di Gesù e Padre Pio, le statue. Più tardi, colpiti da nostalgia, ci siamo chiusi in casa a rivedere le scene del film, ad ascoltare le canzoni, e ci è franato addosso un macigno. Noi c’eravamo, allora, e non è che non ci siamo accorti di vedere e ascoltare qualcosa di nuovo, di bello. Ce ne siamo accorti, eccome, anche perché gli attori erano come noi, magri, capelloni, giovani. Il macigno che ci sta sopra è sapere, adesso, che stava accadendo la storia, e noi invece, allora, credevamo che fosse solo la vita.
Non ci si accorge di stare nella storia, mentre succede. Ci vuole del tempo, e ci vuole qualcuno che te lo dica. Solo a quel punto ti rendi conto. E naturalmente è troppo tardi per dare ai giorni passati la stessa emozione che provi adesso a ripensarli. Tu qui, come un fesso, perché solo ora ti accorgi del momento fantastico che hai vissuto; e guardi il te stesso di allora, sempre un fesso, perché lo stavi vivendo, quel momento, e non te ne accorgevi. “Ah, se potessi rinascere…” che è la cosa più scema che si possa dire.
In tasca il fazzoletto! Niente lacrime. Accettiamo il fatale tritacarne dell’esperienza che gira nutrendosi degli avvenimenti. La saggezza che ti permette di controllare una situazione non esiste, perché tu, questa saggezza, la raggiungi sempre e solo dopo che proprio quella situazione l’hai masticata e digerita. Finalmente hai imparato ad andare sui pattini? Te li tolgono e ti mettono su una bicicletta; appena riesci a pedalare, ti tolgono anche la bicicletta e ti mettono a cavallo. E così via, finché non ti trovi in panchina. Sì, certo, il bagaglio si arricchisce, ma quando hai smesso di viaggiare, a che ti serve?

Basta filosofia, e torniamo alla musica, perché anche qui c’è da riflettere. Jesus Christ Superstar, Evita, My fair Lady, e tutti gli altri spettacoli musicali. Non c’è niente da fare: sono sempre lì, collocati dalla critica colta sul gradino basso, la serie B, nella scala della rispettabilità musicale. L’opera lirica, la vera Opera che conta, secondo loro, finisce più o meno con Puccini. Seguono frattaglie, per lo più brutte, tipo “La Medium” o “Il telefono” di Menotti, viste a Spoleto, probabilmente solo perché il loro autore era il patron del Festival. Però, anche se brutte, sempre considerate opere a pieno titolo. Un paio di cose belle che sono venute dopo, e si chiamano Porgy and Bess e West Side Story, non siamo mica sicuri in quale categoria le piazzino i professori.
Ora, sediamoci un momento ad ascoltare “Don’t cry for me Argentina” (Evita), e poi passiamo a “Un bel dì vedremo” (Butterfly). Vorremmo sapere che differenza c’è. Sono tutte e due bellissime romanze (cioè canzoni) operistiche, con la stessa identica dignità musicale. L’opera, secondo noi, non è mai finita. Continua sotto falso nome: Musical, Commedia Musicale, quello che volete, ma è sempre opera, cioè uno spettacolo popolare pieno di (belle) canzoni.
Però per qualche strana ragione Andrew Lloyd Webber (Evita), che per noi è l’erede di Puccini, è ancora considerato solo un canzonettista, mentre Puccini (Butterfly), che per noi è il padre di Webber, è un operista rispettabile. Una famiglia divisa da vecchie, ridicole definizioni.
Stiamo ancora pagando le conseguenze di quella fasulla distinzione, nata nell’ottocento (prima non c’era), fra musica seria e musica leggera. Una distinzione, appunto, fasulla, ma che ha permesso ai parrucconi, per quasi due secoli, di guardare dall’alto in basso i musicisti pop (c’erano, c’erano, anche allora). I quali, finalmente, negli ultimi tempi si sono abbondantemente rifatti del disprezzo degli accademici rastrellando, alla faccia loro, soldi, ragazze e successo.
E i vecchi gufi ad ammuffire nei conservatori o a mettere in scena per il minuscolo circoletto dei colleghi, una sera i “Senza Titolo” del M° Tizio, e la sera dopo le “Sequenze” del M° Caio, con presentazioni del M° Sempronio. Onanismo musicale?

(dal Cavalier serpente) ci è sembrato da segnalare

You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.

Recent Comments

AUTORIZZAZIONE DEL TRIBUNALE DI AREZZO N.6/2011 DEL 13 /5/2011

Recent Comments

Spazio d’Autore 35° edizione: emozioni in musica

On ago-22-2017
Reported by adminfiofa

IL NUOVO VIDEO DI LUCA JANOVITZ – MORIRO’ A SETTEMBRE

On lug-16-2012
Reported by adminfiofa

Professione Attore…..

On lug-31-2011
Reported by adminfiofa

ULTRAMONDI DI LUCA JANOVITZ ARRIVA SU YOU TUBE !!!

On ott-17-2013
Reported by adminfiofa

ecco il CHRISTMAS ROCK!!!

On dic-18-2012
Reported by adminfiofa

Recent Posts