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Archive for settembre, 2018

Deaphotoexpo: nel contesto anche “Identity Jazz” scatti di Elisa Heusch

Posted by adminfiofa On settembre - 24 - 2018 ADD COMMENTS

Perchè tra i tanti lavori esposti in occasione di Deaphotoexpo 2018 noi ci interessiamo proprio ad Elisa Heusch ed al progetto fotografico dal titolo  “Identity Jazz”?

Prima di tutto vorrei fare delle scuse a quanti leggono il nostro magazine se ogni tanto mi concedo un tono da blogger e non resisto al piacere di esprimermi in prima persona. Il focus su Elisa  sarebbe presto giustificato dal fatto che nel contesto di “Deaphotoexpo 2018″ presenta delle immagini fortemente evocative del mondo musicale, in particolare la Heusch ha seguito la vita artistica e privata del musicista  Andrea Pellegrini, cercando di imprigionare nell’istante fotografico il sentire vivido e creativo del soggetto, fino ad ottenere la percezione illusoria di suoni, colori e movimenti. Il tema del progetto fotografico è certamente un motivo per interessarsi agli scatti di Elisa Heusch, tuttavia è vero solo in parte,  la verità è che conosciamo Elisa e sappiamo come attraverso il valore puro e profondo della musica, la sua passione per la fotografia costituita da talento, amore, umanità, serietà e simpatia, ha disegnato un sentiero che ci unisce….e motivo per cui ho scelto di parlarne  in maniera diretta e senza limitarmi ad “Identity Jazz”  ; che invece lascierò presentare a lei stessa, o a buttarmi in recensioni non di mia competenza. E’ solo l’occasione per far conoscere chi c’è dietro all’obiettivo a chi ci segue e a quanti si recheranno a vedere la mostra.

Abbiamo conosciuto Elisa Heuch in occasione della canzone a sostegno dell’alluvione di Livorno, volontaria come tutti ha messo a disposizione tanta professionalità e tanto cuore, nell’ultimo anno ci siamo viziati con le sue immagini che colgono, esaltano, concentrano, sottolineano e ci siamo emozionati con i suoi giochi di luce e contrasti e ci piace tanto vederla girare intorno al palco o nel backstage. La musica l’ha chiaramente ispirata, tuttavia non limitata ed al di fuori di questa occasione e del tema musicale: emoziona; quando guardi con i suoi occhi.

Tiziana Etna

Elisa Heusch, fotografia

Nata e cresciuta a Livorno (classe 1981), si è appassionata alla fotografia durante gli anni dell’università (triennale di Scienze Giuridiche).Dopo aver frequentato corsi di fotografia e postproduzione ha partecipato ad alcune esposizioni collettive, ma la svolta è arrivata con un’esperienza annuale come fotografa in strutture turistiche in Messico. Tornata in Italia si è diplomata presso la Scuola Internazionale di Fotografia e arti visive APAB di Firenze. Fa parte dell’Associazione FotoClub Nove di Livorno (Circolo associato FIAF) da marzo 2013 e sta collaborando con diversi fotografi di Livorno e Firenze e con l’associazione culturale Deaphoto di Firenze nell’ambito delle recensioni di mostre e festival fotografici.

 JAZZ IDENTITY

L’esperienza di vita di Andrea Pellegrini

 “La musica nella mia vita ha da sempre un ruolo assolutamente centrale e prioritario, sia per quanto riguarda la storia della mia famiglia e le mie origini, sia per quanto riguarda le mie scelte e le mie esperienze di vita anche più recenti. Non mi ha praticamente mai abbandonato questa centralità della musica…

Andrea Pellegrini, musicista Jazz, compositore ed insegnante livornese, classe 1963, dedica la sua vita alla produzione e diffusione di questo genere musicale, con immensa passione e dedizione che si tramandano ormai da sette generazioni.

“…la parola Jazz per me ha sempre coinciso con la parola musica… musica per me è identità, è vita, è il quotidiano (…) Sia che io faccia lezione al conservatorio, o in una piccola scuola di musica, o nel mio Jazz-Lab, sia che parli coi miei figli di musica, o che io suoni o scriva musica, al centro c’è sempre la “palla di fuoco”, cioè quel tipo di emozione che io non posso far a meno di coltivare, di donare, e di trasmettere il più possibile agli altri”.

Ho seguito per due mesi Andrea in vari suoi momenti ed esperienze professionali, partecipe della sua passione. Le sue note trasmettono vibrazioni profonde, testimonianza di una perfetta coincidenza tra il suo mondo artistico e la sua sfera più intima e privata.

 

 

 

Elisa Heusch

 

DEAPHOTOEXPO 2018

Posted by adminfiofa On settembre - 24 - 2018 ADD COMMENTS
  • comunicato di: Associazione Culturale Deaphoto

     Si apre Sabato 29 Settembre alle ore 17 il Deaphotoexpo 2018 organizzato dall’Associazione Culturale Deaphoto in collaborazione con il Quartiere 4 del Comune di Firenze presso la Limonaia di Villa Vogel. In programma nella due giorni un ricco calendario di Mostre ed Eventi legati alla fotografia. Quattro le mostre ospitate: Fotoprogetti 2018,  con i lavori personali degli Studenti del Corso di Progettazione Fotografica, Soffiano 2018 e Personal Portfolio  con i lavori finali dei Corsi di Camera Oscura bn e di Stampa bn fine art (da negativo), e Notturni Urbani con le fotografie degli Studenti del Corso di Fotografia Notturna del Territorio Urbano. Domenica 30 Settembre dalle ore 17 riapertura delle mostre con le Letture dei Portfolio e la proiezione dei Multimedia: Gavinana 2019 degli Studenti del Corso di Fotografia Base, Across the bridges, along the river degli Studenti del Corso di Street Photography e Florence Night Movida, degli Studenti del Laboratorio di Nignt Street Photography. Maggiori informazioni su www.deaphoto.it

    Mostre, Proiezioni, Letture Portfolio-Sabato 29 e Domenica 30 Settembre
    Limonaia di Villa Vogel  / Via delle Torri, 23 Firenze

    PROGRAMMA

    Sabato 29 Settembre ore 17-20
    Inaugurazione Mostre e Incontro con gli Autori

    Fotoprogetti 2018 / Corso di Progettazione Fotografica
    Agostina Gentile, Elisa Heusch, Gaia Amadori, Sara Montella, Saverio Montella

    Soffiano 2018 / Corso di Camera Oscura bn
    Aligi Lazzerini, Duccio Sebastiani, Mauro Clemente, Barbara Prischi, Davide Di Cianni,
    Enrico Giunti, Fabrizio Lotti, Cynthia Duran, Emilio Trentanove, Federico Spadini,

    Novella Piociri, Matteo Ciapelli, Pierangela Di Brizio.

    Personal Portfolio / Corso di Stampa bn fine art
    Greta Merletti, Mauro Clemente

    Notturni Urbani / Corso di Fotografia Notturna del Territorio Urbano
    Agostina Gentile, Gianna Bartolozzi, Novella Piociri, Paolo Bettini, Sandro Bini, Chiara Barbucci

    Domenica 30 Settembre ore 17-20

    Ore 17 / Apertura Mostre e Letture dei Portfolio

    Ore 18 / Proiezione Multimedia

    Gavinana 2018 / Corso di Fotografia Base
    Barbara Prischi, Claudia Santi, Gianna Falsini, Silvia Lascialfari, Silvia Borghi, Stefano Scarselli
    Camilla Pratolini, Francesco Ardito, Gabriele Pierozzi, Novella Piociri, Angelica Guidotti,

    Brabara Arcangeli, Maria Chiara Borriello, Sara Lustrini

    Across the bridge, along the river / Corso di Street Photography
    Franca Carassai, Giulia Ghinassi, Marco Lorini, Natalia Roitmann,
    Ruggero Colozzo, Silvia Lascialfari, Donato Creti, Vincenzo Calmieri

    Florence Night Movida 2018 / Laboratorio di Night Street Photography
    Andrea Montagnani, Angelica Guidotti, Carlo Lombardo, Chiara Barbucci, Marco Lorini,

    Roberto Tarzariol, Vincenzo Palmieri

Luca Janovitz firma la title track del film ” ASPETTANDO LA BARDOT ” di Marco Cervelli.

Posted by adminfiofa On settembre - 20 - 2018 ADD COMMENTS

Aspettando la Bardot

Luca Janovitz firma la title track del film Aspettando la Bardot di Marco Cervelli. Il lungometraggio parteciperà al Terre di Siena Film Festival e nei prossimi mesi avrà nuovi interessanti sviluppi.. Stay tuned

ISI Produzioni

Aspettando La Bardot TRAILER 1

Studiare canto nel terzo millennio – 1 “Il sogno e la realtà”

Posted by adminfiofa On settembre - 19 - 2018 ADD COMMENTS

di Elisa Bartalini

Quando all’inizio dell’anno scolastico riaprono le scuole, mi vengono in mente i tanti sogni dei bambini che si affacciano al futuro con l’ingenuità, la limpidezza, la possibilità che hanno loro di farci vedere come possa essere semplice raggiungere degli obiettivi perché tutto è possibile. E ricordo bene i miei di sogni, alla stessa età di mia figlia, quelli di emergere in un mondo fantastico, fatto di suoni e melodie, di canzoni e spettacolo. Io volevo diventare una cantante non perché amassi solo fare la solista nel coro scolastico ma perché io mi sentivo una cantante, il canto era la mia espressione, il mio modo per comunicare le emozioni, quelle che con la parola non riuscivo ad esprimere. In quel periodo, nel paese di provincia (siamo alla fine degli anni 70) non esisteva lo studio del canto come lo si intende oggi. Esistevano delle (poche) insegnanti di canto classico, ai miei occhi (e forse anche agli occhi dei miei genitori), una sorta di elite dalle quali studiare sarebbe stato impossibile economicamente. Cambiai strada, studiai clarinetto, alle superiori iniziai il Conservatorio. Ma c’era dentro di me quella voce che chiamava, quella spinta a cambiare strada, quella necessità di espressione che lo strumento non mi dava. Ed allora seguii il mio sogno, quella strada. Diventai laureata in canto classico, subito dopo specializzata nella didattica del canto moderno, perché anche l’insegnamento per me è una chiamata, una sorta di missione. E decisi, oltre che cantare di diventare docente di canto. Qui siamo arrivati agli anni 2000.

Da allora in questi ultimi anni, sono cambiate molte cose sia nella società, nei valori, nel modo di vivere e, nel caso specifico, nel canto e nell’insegnamento dello stesso. Nel 2000 eravamo pochi insegnanti nella nostra Provincia, sto parlando di insegnanti di didattica di base del canto, che insegnavano ai bambini e ai grandi, senza pretese di raggiungere livelli oppure vincere concorsi o provini oppure entrare nei teatri. Sto parlando di quell’utenza che si approccia alla voce per puro diletto e passione perché anche per loro cantare è importante. Dicevo che eravamo pochi, addirittura dopo la laurea mi chiamarono ad insegnare in due scuole importanti di Firenze perché gli insegnanti di moderno non avevano basi. Non andai e decisi di rimanere in Provincia di Siena alternandomi nella didattica tra varie scuole, di cui, tre, fondate da me. Poi tutto è iniziato ad andare più veloce, i social network si sono fatti strada con arroganza e tutto è diventato più semplice. E’ diventato più semplice reperire informazioni, più semplice trovare amici (virtuali), più semplice avere un pubblico e anche più semplice purtroppo diventare insegnanti di canto, insignendosi di questo titolo professionale avendo fatto un corso online. Eccoci arrivati al nodo della questione. Siamo nel 2018 e nella provincia gli insegnanti di canto in totale sono triplicati. Gli insegnanti di canto con titoli di studio certificati dal Ministero della Pubblica Istruzione sono gli stessi. Ed ecco che l’inventa lavoro è divenuto ed ha attecchito anche qui. Ma quello che non sanno gli utenti, è che quando si rivolgono ad un insegnante di canto si mettono nelle mani di chi lavora con le corde vocali e questo puo’ fare la differenza nella realizzazione di quello che è il sogno del cantante: cantare. Sappiamo bene che le corde vocali, essendo organo anatomico, è in fase di accrescimento fino alla completa maturazione del corpo, fino al completo raggiungimento della tanto temuta muta vocale. In questo periodo i bambini ed i giovani sono soggetti a disfonie ricorrenti, noduli, adduzione non corretta proprio perché è nella natura dell’accrescimento cordale avere degli squilibri. Quante volte abbiamo applaudito i bambini che cantano a squarciagola le canzoni dei big, oppure che diventano rossi e col collo indurito? Ecco, in quel momento stiamo facendo un servizio avverso alla natura fisiologica degli stessi, quindi stiamo applaudendo una cosa che fa malissimo e che potrebbe provocare danni, a volte irreversibili alle corde vocali. Questo purtroppo non lo sanno neppure gli insegnanti di canto che scelgono questo lavoro senza conoscenza, ma che si basano soprattutto con l’immagine stereotipata del bambino prodigio che urla canzoni di cui non ne conosce nemmeno il significato (per fortuna). E purtroppo questa è la scena ricorrente del bambino cantante del 2018. Per non parlare dei giovani, tutti desiderosi di emulare il loro divo o la loro top star. A questi viene spesso riservato il trattamento del modificare il vocal tract a tal punto da far diventare la voce naturale la voce di un altro e portare, senza consapevolezza, la voce in range estremi senza tener conto delle caratteristiche vocali del povero allievo di turno. E quindi ecco delle bravissime Ariana Grande, delle bravissime Mina, Lady Gaga, e Rihanna oppure Massimo Ranieri, Dalla, Mengoni, Tiziano Ferro, insieme ad Emma e Alessandra Amoroso in brutta copia nei concorsi e nelle sagre di paese che urlano in maniera forsennata, applaudite si, forse una due tre, quattro volte, senza sapere che magari la quinta e la sesta volta non ci sarà perché ci si ferma per colpa di un sopravvenuto polipo perché magari l’insegnante (che spesso fa il karaoke) nemmeno sa che è necessario riscaldare la voce prima di iniziare a cantare.

Nel mezzo a tutta questa ignoranza e poca deontologia professionale l’insegnante di canto che ha una formazione alle spalle, spesso continua a battersi per i valori di principio che regolano la sua professione: per primo quello di avere una coscienza e lavorare sapientemente senza arrecare danni alle corde vocali. Perché questo per me è così importante? Perché, a parte che ritenga che la mediocrità faccia male alla nostra società, al nostro mondo del lavoro dove tutti svegliandosi con la luna sbagliata una mattina possono fare i docenti di canto perché in Italia non esiste nessun tipo di regolamentazione in ambito privato (nel pubblico senza titolo non si lavora). Spesso faccio questo paragone: chi si farebbe costruire una casa da un medico o chi si farebbe curare da un geometra o un operaio meccanico? Io dico sempre che per lasciare aperta la porta dei sogni degli allievi è giusto svolgere una professione come quella dell’insegnante di canto in maniera altamente qualificata e aggiornata e gli allievi, qualsiasi siano i loro obiettivi da raggiungere farebbero bene ad informarsi sul curriculum didattico di un docente perché se non si sceglie l’insegnante giusto la posta in gioco è alta: dover rinunciare al proprio sogno perché le corde vocali sono rovinate.

Una nuova rubrica: “Insegnare canto nel nuovo millennio” con Elisa Bartalini

Posted by adminfiofa On settembre - 19 - 2018 ADD COMMENTS

Elisa Bartalini:  cantante, clarinettista, professionista impegnata nella “Musica a 360 gradi”, ha, in particolare, il grande dono dell’insegnamento come missione. Preparata nell’uso della voce, nelle varie tecniche dello studio del canto e nella cura della voce.

Sono felice di presentare una rubrica periodica che il Coach Elisa Bartalini terrà per il nostro giornale dal titolo :

INSEGNARE CANTO NEL TERZO MILLENIO …

Un occasione per i lettori di fiofamagazine.com desiderosi di conoscere ed approfondire aspetti teorici del mondo musicale.

Rubrica pubblicata in “Didattica”

Un caro saluto
L’editore
Pino Scarpettini

Maremma Spettacoli Onlus, promuove gli artisti, sostiene altre Onlus e riqualifica il territorio

Posted by adminfiofa On settembre - 15 - 2018 ADD COMMENTS

Maremma Spettacoli Onlus, promuove gli artisti, sostiene altre Onlus e riqualifica il territorio; queste le finalità e le soluzioni proposte da Maremma Spettacoli, oggi Onlus, in sede di conferenza stampa che si è svolta a Follonica nella bellissima sala Tirreno del Comune, lo scorso 12 settembre 2018. All’evento era stata invitata la stampa i suoi rappresentanti e/o eventuali referenti di zona di associazioni, organizzazioni, enti e naturalmente i referenti della giunta. Malgrado non vi sia stata una grande partecipazione, le interessanti strategie proposte dalla nuova Onlus meritano di essere comunicate e sostenute, in primis perchè ad animare l’organizzazione di eventi spettacolari è un organizzazione non lucrativa, poi perchè il particolare riguardo è rivolto ai giovani artisti e alle nuove bellezze della terra di Toscana che attraverso la cura dell’associazione possono avere occasioni di vetrina e di sviluppo. “Creando eventi di natura spettacolare, solo ed esclusivamente a scopo benefico, sul territorio, si fa conoscere la nostra terra ricca di talenti e di cose belle e diamo ai giovani dei motivi per rivalutare la zona” : suggerisce Giuliano Caliero presidente di Maremma Spettacoli Onlus e continua: “sosteniamo nelle’organizzazione di eventi voluti da altre Onlus con il fine di raccogliere fondi e sensibilizzare, partecipiano ad una causa di utilità sociale e/o umanitaria, promuovendo l’arte e lo spettacolo maremmano. Organizzando eventi di qualità inevitabilmente la terra di Maremma verrebbe maggiormente conosciuta ed apprezzata”. Per conoscere meglio l’associazione l’invito è visitare il sito www.maremmaspettacoli.com e le pagine facebook dedicate.
Tiziana Etna

Iko Iuracà Puccetti in “Unconventional Pop”; tris d’autore

Posted by adminfiofa On settembre - 1 - 2018 ADD COMMENTS

Dopo il concerto pilota, ospitato all’interno di Aeroc, l’iniziativa che per alcuni giorni vede in rassegna i musicisti che cosituiscono l’anima artistica della città di Livorno, “Unconventional Pop”: Iko- Iuracà- Puccetti è pronto per il secondo live, in programma il 5 settembre allo Chalet della Rotonda di Ardenza, sempre a Livorno. “Unconventional Pop” Iko-Iuracà-Puccetti: ovvero tre artisti con stile di composizione ed approccio interpretativo molto differenti tra loro, con diversi retaggi culturali ed influenze da generi musicali, tre artisti che a parte una buona amicizia, musicalmente hanno in comune il solo fatto di appartenere alla scena cantautorale livornese e naturalmente quello di raccontare la vita esprimendo sentimenti, ideali, riflessioni e tutto il loro mondo interiore ed esteriore, attraverso la composizione musicale. La stessa condivisione di intenti e di passioni, li spinse lavorare insieme alla stesura di “Che vi piaccia o no”, brano a favore dei danni causati dall’alluvione che l’anno scorso colpì Livorno. “Unconvetional Pop” è l’insieme rappresentativo del profondo valore che ha la canzone d’autore nel contesto personale, umano, sociale, storico,culturale ed artistico, almeno per Iko Iuracà Puccetti, è il pop che non va ad incontrare le tendenze, ma confida nel trasmettere. Iko Iuracà Puccetti insieme in una sorta di live rievocativo del quotidiano,”tre e più amici al bar”, dove in compagnia ed accompagnati dalla chitarra di Nicola Barontini, dal basso di Stefano Silvestri e dalla batteria di Michele Orsitto, i tre cantautori intrecciano i loro brani, seguendo un filo ipotetico e narrativo e si alternano offrendo al pubblico una piacevole miscela di melodie; ed esaltando la diversità artistica e concettuale, cosa percepibile anche nella scelta delle poche cover, capolavori attinti dal repertorio di autori senza tempo ed attuali, svelano le loro identità cantautorali. Valerio Zani è il fonico ufficiale di “Unconventonal Pop”.

di Tiziana Etna

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F.I.O.F.A è l’acronimo di Federazione Italiana Organizzazioni Festival d’Autore: una nuova realtà nel panorama musicale italiano nata per valorizzare e ampliare gli sforzi di tutti i festival più sani e generosi dedicati alla musica emergente di qualità, in particolare a quegli artisti e autori impegnati nella cosiddetta arte- canzone.

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