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Archive for the ‘didattica’ Category

TrollsLab 2015

Posted by adminfiofa On ottobre - 2 - 2014 ADD COMMENTS

 

I progetti partono con l’inizio dell’anno accademico del laboratorio “TrollsLab” per la scoperta, la formazione del talento e l’avviamento alla professione rivolto a cantanti, cantautori e gruppi. TrollsLab non si connota come una scuola di musica o di canto, bensì come un laboratorio sul campo: un work in progress fondato su una struttura di lavoro ben solida, dove i nuovi artisti entrano in contatto vivo con le materie di studio vivendole appieno e toccandole con mano. Vivere la professione durante la formazione, laddove esistono reali offerte di esperienze attraverso la costruzione di spettacoli, performance, esibizioni realizzate ad hoc per le giovani leve. Non solo la realizzazione come artisti, il trollsLab prepara gli stessi nelle relazioni con le varie categorie del settore: discografici, addetti stampa, radi, tv, manager iato, produttori, siae, attraverso la partecipazione a stages, tavole rotonde, masters di formazione, colloqui. L’idea nasce dal M° Pino scarpettini fondatore dello storico gruppo dei Trolls che ha tracciato la storia della musica moderna tra gli anni 60 e 70. Il TrollsLab è suddiviso in due livelli: il Basic e l’Academy: Il Laboratorio offre una formazione musicale “Contemporanea” ed è la base formativa che distingue il tratto fondamentale delle materie di studio. Al termine di ogni sessione di studio gli artisti dovranno superare test finali che denotino l’apprendimento dei concetti di base espressi nelle materie teoriche nonché l’esibisizione live che metta in evidenza il progresso vocale, di personalità e di stile. Attestato finale per ogni anno accademico e il diploma finale al terzo livello Academy. Il quadro docenti con Pino Scarpettini direttore artistico, ci saranno la vocal coach Elisa Bartalini, Danny Puccini per la musica e teatro, Mario Fiori per la storia della musica moderna e Alessio Mannucci con Luca Pierozzi in studio recording. Altri progetti in corso d’opera “Giovanissima-Premio Collodi” una canzonissima per teenagers con brani inediti a tema sociale, il trentennale Premio Spazio d’Autore ( già premio Rino Gaetano) un punto di riferimento per la canzone d’autore. In programma alcune produzioni discografiche per la Cloudisque una delle prime etichette indipendenti, con il gruppo uscito dal Laboratorio i 10 Diaz ed esperimenti come il Lyrical Jazz duo ( l’incontro tra due generi opposti il jazz contemporaneo di Pino Scarpettini ed il canto lirico di Elisa Bartalini), il rock italiano dei Nothing street, ed i giovani artisti del laboratorio il TrollsLab Academy show (Alessia Battini, Aurora Pepoli, Serena Berneschi, Valentino Di Maulo e Alex Bondor) insieme a musicisti professionisti che coadiuvano il laboratorio, Roberto Vannini ( batterista Trolls) e Franco Incani ( bassista) con innesti di giovani leve come il chitarrista Antonio Morelli. Un programma ben articolato sotto l’egida della Fiofa ( Federazione Italiana Organizzazioni Festival d’Autore, Produttori Indi e Artisti) che si batte da diversi anni per i diritti, il sostegno, la tutela e la promozione delle attività artistiche e degli artisti ed insieme ad altre associazioni porta avanti il progetto per una nuova legge dello spettacolo che manca da oltre 40 anni. Il motto “ pensiamo al futuro” accompagna questo programma articolato e di grande spessore. Queste le parole di Scarpettini “ formare gli artisti è per noi una professione che ha i toni della missione, metto a disposizione i miei 50 anni di esperienza, e le competenze di tutti noi al servizio degli altri, nella ferma convinzione che, chiunque abbia il desiderio autentico di diventare un professionista , non abbia mai a rimpiangere questa scelta, ma anzi, ne sia contento ed entusiasta tanto da contagiare altri a partecipare.

presidenza@fiofa.it

apri le porte al talento – TrollsLab

Posted by adminfiofa On gennaio - 20 - 2013 ADD COMMENTS

TROLLSLAB NewTalent

APRI LE PORTE AL TALENTO  (di Tiziana Etna)

“PRENDETE IN MANO LE VOSTRE VITE E FATENE UN CAPOLAVORO” (K.Woytila)

laboratorio per la scoperta, la formazione del talento e l’avviamento professionale.Corsi Studio voce, musica,cultura base, immagine.Collegati discografia. (per info e prenotazioni:presidenza@fiofa.it – editore@fiofamagazine.com – cell 3480062330 -)

finalità : creare nuovi artisti e personaggi della musica e dello spettacolo con uno studio metodico e approfondito..

Descrizione

corsi con docenti specializzati.periodo: da un anno a tre anni sino al completamento della creazione artistica del personaggio e al suo inserimento nel lavoro.
il gruppo dei TROLLS garantirà la sua presenza nei corsi oltre ad altri professionisti.

Strutture: presidenza e segreteria dove avvengono i primi colloqui e test attitudinali

Ci saranno alcune strutture che fungeranno da “facoltà”

-      un locale dove si svolgeranno periodiche audizioni, esibizioni e concerti

-      -sala registrazione per lo studio delle caratteristiche della voce, degli strumenti e delle tecniche di registrazione

-      sala per studi e attitudini complementari come danza e recitazione

-      auditorium TV per lo studio immagine dell’artista (intervista etc..)

emittente radiofonica l’artista si racconta parole e musica

Contatti con Discografia  con periodiche audizioni a Milano

Test di approfondimento

Contatti con manageriato e operatori spettacolo per inserimenti professionali a fine corsi.

Spettacolo fine anno accademico

 

Nasce Wos Academy

Posted by adminfiofa On agosto - 18 - 2012 ADD COMMENTS

Il sogno di Fame si realizza alla Wos Academy?

 

“Nel 1985 a Milano feci il primo tentativo di fondare una grande scuola dello spettacolo (IPS) sulle orme della School of Art di New York, in seguito ci provai ancora nella mia Livorno nel ’89, nel 93 a Chieri-Torino, nel 94 a Termoli e nel 97 ancora a Livorno….. purtroppo le Istituzioni non hanno mai avuto particolare sensibilità ed attenzione ed è sempre caduto tutto nel vuoto, anche per la mancanza di collaborazione delle persone dello stesso settore….. vedo una nuova iniziativa nascere proiettata in questo senso, mi auguro che abbia più fortuna…. magari i tempi sono più maturi per realizzare questo “mio” sogno… forza ragazzi!” ( Pino Scarpettini)

Intere generazioni hanno sognato di avere compagni di scuola come Danny Amatullo o Bruno Martelli, chi non ricorda i due studenti d’origine italiana nella famosa serie tv Fame? per anni si è fantasticato di scrivere nella griglia dedicata all’orario delle lezioni del diario: canto, pianoforte, storia della musica, interpretazione, solfeggio e magari, come i begnamini della tv negli anni 80’, qualcuno si è anche preparato oniricamente ad esami severi sostenuti attraverso un grande spettacolo!
Ma quanti sono i giovani artisti del nuovo millennio, persone creative della nostra società, a credere e sperare che alla formazione artistica musicale sia data  l’importanza culturale che merita e si aspettano per questo strutture ed iniziative adatte alla loro crescita? tanti e molti con  un potenziale da esprimere.
In quest’epoca dei talent, per lo più orientati verso la creazione di pop star piuttosto’ che di professionisti per il domani, che lanciano meteore e sono limitati  all’eccessiva e spesso discutibile selettività, la stessa che probabilmente non avrebbe dato speranza alcuna ad artisti dalla  personalità prorompente e dalla voce sporca e/o con un uso non canonico ma educato di questa, ad esempio Giuliano dei Negramaro, Piero Pelù, Vasco Rossi e tanti altri grandi; sono le scuole di canto ad offrire forse il più grande contributo alla formazione in questa direzione. Spesso gli allievi piu’ bravi raggiungono un livello alto di preparazione da coaudivare il maestro, molti insegnanti seguono chi tenta l’ingresso in qualche “scuola televisiva” ed accompagnano i più convincenti nell’aspro e stretto sentiero che conduce al panorama discografico attuale.
Tuttavia si avverte sempre  più l’esigenza di approfondire, di trasmettere la conoscenza  tecnica ed empirica di tutto cio’ che costituisce la musica ed il canto e che gli  ruota intorno, occorre “far palestra”, offrire ulteriori strumenti al cantante o al musicista che desidera creare la  propria arte e farne una professione, meglio ancora  se in un luogo accreditato che aspiri a diventare una sorta di noursery referenziale per il professionismo stesso. A Livorno nasce la  “WOS Academy”, acronimo di What’s on Stage frase di rito del dietro le quinte, l’ invito ad “andare in scena”. Nell’anno accademico 2012/2013 con 660 ore di lezione da frequentare da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 13 del mattino, spartiti in zaino e finalmente sul diario un orario delle materie articolato tra lezioni di: tecnica vocale, stile ed interpretazione, musica live, pianoforte, logopedia, propriocezione, matematica musicale, dizione, anatomia, storia della musica e tante altre attività  fuori programma, pensate per arricchire il bagaglio culturale degli studenti e fornire loro preparazione, visibilità e guida a trecentosessanta gradi. “E’stata scelta Livorno come sede dell’Accademia della Voce, sia per un fattore logistico, in quanto rispetto a città come Roma, Milano e Bologna le spese quotidiane di vita sono piu’ facili da sostenere per gli allievi che possono iscriversi da tutta Italia e gli alloggi sono più facili da trovare e poi per un motivo più semplice e personale”, spiega l’ideatore e direttore della Wos Academy, Alex Mastromarino: “Sono nato in questa provincia e per realizzare il mio sogno sono dovuto andar via ”.
Malgrado la giovane età il fondatore dell’accademia e’ un artista di lungo corso, già allievo di Loretta Martinez, conosciuta come uno dei migliori vocal coach nazionali, Alex Mastromarino vanta una brillante carriera nel musical e collaborazioni prestigiose , tra le quali ricordiamo Gigi Proietti, Amii Stewart e Pooh.
La WOS Academy contiene un percorso formativo professionale strutturato in tre livelli, il primo base e la possibilità di scegliere se fermarsi o proseguire nei successivi livelli indirizzandosi verso il settore discografico o l’insegnamento del canto. Riconosciuta dal Ministero Italiano è ufficialmente accreditata dalla F.I.S.E.C (Federazione Italiana Specialisti in Educazione Canora)e rilascia tramite esame certificati emessi dal C.T.PEC (Collegio nazionale Toscano Periti Esperti e Consulenti). Professionalità e tanto entusiasmo anche tra gli insegnanti che varano la Wos Academy: Alessandro Bimbi (pianoforte), Silvia Spagnoli( metodo speech level singing), Cristiano Grasso(canto corale),Viola Cecchini(propriocezione). La sede in via Luigi Boccherini 22 a Livorno, accuratamente progettata in base alle finalità, regala nel silenzio sensazioni zen, come l’assenza di suono che precede la creazione della melodia.
Inaugura il 2 settembre 2012  per aprire le lezioni agli studenti il giorno 10 dello stesso mese.
(Informazioni al numero 3482834131 )

Comunicazione
Tiziana Etna
347.2635029

 

artecanzone nelle scuole

Posted by adminfiofa On maggio - 27 - 2012 ADD COMMENTS

Scuola: Atto II per l’arte canzone

comunicato a cura ufficio stampa VdP

 

Si conclude l’anno scolastico 2012 nel segno di un grande risultato per l’istituto comprensivo Galileo Galilei del comune di Santa Maria a Monte, provincia di Pisa,

cittadina dagli onori artistici non irrilevanti,che ha dato i natali alle famiglie Galilei e Carducci.

Tornando agli studenti, fiori all’occhiello della nuova Italia, le classi quinte elementari si sono superate nel progettare, naturalmente con il supporto degli insegnanti, uno spettacolo a tema sul Piccolo Principe libro scritto nel 1943 da Antoine de Saint Exupéry.

Quest’ultime hanno creato il progetto con i bambini (coordinate dall’apporto assolutamente indispensabile del maestro di musica Davide Bertini) e hanno scelto il libro di cui sopra,  per i temi, sempre attuali che esso propone.Alla domanda sul motivo della scelta di questo libro” le maestre rispondono riassumendo in due frasi significative il libro:

 

<<…”L’essenziale è invisibile agli occhi” e “Tutti i grandi sono stati bambini,ma pochi se ne ricordano”.

Il rispetto, la tolleranza, la capacità di guardare all’interiorita’ invece dell’apparenza, sono temi sempre più importanti,dei quali la scuola deve farsi promotrice, in virtù del suo compito educativo.

 

Sulla base del Piccolo Principe, letto e commentato insieme ai nostri alunni è stato allestito un piccolo spettacolo fatto di recitazione e di canti,nel quale si è inserito il progetto denominato “L’ Arte e Canzone nelle Scuole” atto II, patrocinato dal Comune di Santa Maria a Monte e da FIOFA,SIAE e AFI,, che ha costituito un grande arricchimento per il lavoro di docenti e alunni.

 

Il merito di questa collaborazione va senz’altro ad Adriano Croccolo (direttore artistico del Festival Voci dalla Piazza) che è anche ideatore del progetto ed ha contribuito così anche all’integrazione Scuola e territorio,all’insegna della musica….>>

Il progetto Arte Canzone nelle scuole consiste nell’ inserire canzoni di autori professionisti non ancora conosciuti, nell’ambito dello spettacolo di chiusura scolastica. Con questo tipo di attività, i bambini canteranno i nuovi brani e capiranno il valore della canzone d’autore conoscendo nuovi artisti nel campo di composizioni nazionali e internazionali; in più per questa edizione vi è stata inserita qualche coreografia danzante ex novo per i brani scelti da una nota scuola di ballo locale.

Il lavoro svolto e le donazioni verranno devoluti quest’anno ad una associazione umanitaria nata da poco nel territorio.

Anche quest’anno (come l’anno precedente), la selezione dei brani è stata ardua per le insegnanti

Sig.ra Tognelli , Sig.ra Tempestini ed il maestro Sig.Bertini, i quali senza saperlo hanno dato un tocco di internazionalità al progetto stesso inserendo un artista russa, oltre a due artiste siciliane.

L’artista italo sovietica Soprano Compositrice Natalia Valli ha un curriculum invidiabile:

Diplomata in pianoforte, composizione e canto con il massimo dei voti al Conservatorio di Cherson (URSS).

Ha scritto l’opera “Pinocchio” su commissione del Teatro Comunale Umberto Giordano di Foggia,con patrocinio

di Fondazione Nazionale Carlo Collodi andata in scena al Teatro Civico di La Spezia nell’aprile 2006, all’Auditorium

Victor Villegas a Murcia in Spagna nel gennaio 2009,

al Festival Puccini di Torre del Lago Puccini nel maggio 2011.

La Fondazione Festival Puccini di Torre del Lago Puccini le ha commissionato l’opera “Coltellaccio e il fantasma di

Viareggio” per il progetto “Puccini per le scuole” 2005/2008, che ha collezionato oltre 30 repliche.

 

Le altre artiste scelte sono due siciliane Rossella Aliano deil gruppo Liberadante e Domenica Borghese.

Artiste uniche nel loro genere di comporre l’arte poesia musicale.

Naturalmente ci sarebbe da scrivere molto sulle tre artiste, vi invitiamo a seguirle sul web.

 

L’edizione di quest’anno già pubblicizzata nel mondo virtuale, ha costituito un tassello molto importante per la manifestazione, in quanto, il direttore art. A.Croccolo è stato invitato insieme all’assessore alla cultura e istruzione  Sig.ra C.Falleri e  agli insegnanti, presso gli studi di Radio Incontro Fm, dove è stato esposto il progetto e sono stati intervistati gli artisti scelti nel progetto “L’arte canzone nelle scuole atto II”.

 

Nella serata del 4 giugno interverrà una compagine della Fiofa Federazione dei festival d’autore  di cui il Voci dalla Piazza ne è membro ,per visionare i frutti di questo progetto.

 

GIOVEDì 26 Aprile 2012 inizia il nuovo CORSO DI TECNICO DEL SUONO MUSICRAMA

Posted by adminfiofa On aprile - 13 - 2012 ADD COMMENTS

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Giovedì 26 Aprile 2012 alle ore 18 in Viale Ariosto a Sesto Fiorentino inizia il nuovo CORSO DI TECNICO DEL SUONO di MUSICRAMA. Sono ancora aperte le iscrizioni, per informazioni CLICCA QUI per entrare nella pagina dedicata con tutti i contatti.

progetto culturale x giovanissimi

Posted by adminfiofa On marzo - 9 - 2012 ADD COMMENTS
VOCI DALLA PIAZZA si trasforma in progetto culturale per giovanissimi.
SCRIVETE UNA CANZONE SUL TEMA……..
 Il tema dell’evento in oggetto, è stipulato dalla commissione degli insegnanti dell’istituto G.Galilei delle classi V elementari, coinvolte nel progetto.
TEMA :
” L’essenza è invisibile agli occhi”
“anche i grandi sono stati bambini, ma pochi se lo ricordano”
Quindi, la tolleranza e il rispetto delle diversità, viste come un arricchimento, nonchè la capacità di guardare oltre l’aspetto esteriore, con gli occhi dei bambini che ricorderanno agli adulti quello che essi non sono più capaci di fare.
Vogliamo ricordare che i brani devono essere inviati entro metà di marzo, in modo che la commissione degli insegnanti possa scegliere il brano più consono. Il progetto in se stesso partirà a fine marzo.
Il brano verrà inserito nello spettacolo culturale di fine anno e verterà sul libero adattamento del libro “Il Piccolo Principe”.
Vogliamo ricordarvi, che l’artista scelto avrà gli onori di casa con cartelle stampa e un minimo di ospitalità, il tutto offerto dall’assessorato alla cultura di S.Maria a Monte.
Attendiamo vs brani,
sicuri in Vs sollecito riscontro Vi ringraziamo e salutiamo,
    Art director
Adriano Croccolo
                 3472601442

musica x cortometraggi contest

Posted by adminfiofa On febbraio - 13 - 2012 ADD COMMENTS
CONTEST x MUSICA da CORTOMETRAGGI
Presentato a Roma il contest internazionale della Cinevox di Bixio che concede le proprie musiche e grosse opportunità per i giovani autori di cortometraggi.
Dagli storici archivi musicali della Cinevox Record nasce un ambizioso progetto che darà la possibilità ai giovani film maker di talento di realizzare dei cortometraggi utilizzando, senza limiti di diritto, alcune delle più belle colonne sonore del passato, presenti nell’archivio digitale. Se Cesare Andrea Bixio negli anni Sessanta creò un impero sonoro di qualità riunendo una serie di grandissimi compositori rappresentativi del rinnovamento della musica italiana, oggi il figlio Franco, attuale titolare della Cinevox, offre una grande opportunità alle nuove generazioni per continuare la memoria di un patrimonio immortale. Insieme a Renato Marengo, direttore artistico del progetto, ha infatti concepito L’IMMAGINE DEL SUONO, un contest internazionale che vedrà autori e registi cinematografici, ma anche documentaristi e animatori creare delle opere originali abbinando le proprie immagini ad alcune delle musiche più celebri di Maestri quali Ennio Morricone, Nino Rota, Nicola Piovani, Armando Trovajoli, Keith Emerson, Goblin, Piero Umiliani, Giorgio Gaslini, Enrico Simonetti, Bixio-Frizzi-Tempera, Riz Ortolani e molti altri.Si tratta di un contest rivolto ai giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, basato sul rapporto creativo più ispirato tra immagine e suono, sulla qualità del racconto e del linguaggio cinematografico, ma anche sulla sensibilità del regista nella totale reinterpretazione di un’opera musicale altamente conosciuta. Massima libertà sulle tematiche da trattare (purché non offensive del buon costume) e sulle forme, con apertura – oltre ai corti rispecchianti un’identità cinematografica tout court – a documentaristica, grafica e animazione. Il soggetto cinematografico scelto dai partecipanti per il proprio corto dovrà comunque discostarsi da quello del film di cui il brano selezionato è stato colonna sonora.Una volta realizzati, con una durata comunque non superiore ai 10 minuti, i filmati dovranno essere caricati sulla piattaforma internet dedicata alla manifestazione e saranno selezionati da una giuria popolare attraverso il canale You Tube del Contest, che determinerà la graduatoria dei 24 corti più votati per la semifinale, assegnando il Premio Giuria Popolare al video vincitore, che accederà automaticamente alla finale. Gli altri 23 verranno invece valutati da una giuria di qualità formata da esperti del settore che avrà il compito di selezionare 11 filmati per la Serata di Gala conclusiva, che avrà luogo alla Casa del Cinema in novembre. Lo staff della Cinevox, inoltre, assegnerà un Premio Speciale ad un video scelto tra tutti quelli che hanno partecipato al Contest, a prescindere dal gradimento manifestato dal pubblico e indipendentemente dal giudizio della giuria di qualità.

Il primo classificato riceverà un contributo in denaro per la creazione di un prodotto audiovisivo su una tematica concordata con SAVE THE CHILDREN, special partner della manifestazione, che utilizzerà successivamente il video in forma promozionale per il perseguimento dei propri scopi statutari. I primi tre corti classificati saranno trasmessi da Rai Unonell’ambito di Cinema Club. Il cortometraggio vincitore sarà anche proiettato nell’ambito dei Festival Internazionali Arcipelago, Golfo dei Poeti, Viareggio Europa Cinema  eCinemadaMare.  Vi saranno poi altri riconoscimenti che riguarderanno i Premi per miglior regia, miglior sceneggiatura e  miglior attore/attrice, nonché opportunità di specializzazione professionale quali il Master di perfezionamento in regia, sceneggiatura o fotografia messo in palio da Accademia di cinema e televisione Griffith, 12 Corsi di perfezionamento cinematografico offerti da CinemadaMare per tutti i finalisti ed un Corso di formazione per doppiatori concesso dalla Scuola di doppiaggio di Teo Bellia. Tra le opportunità professionali anche una settimana come aiuto regista in un nuovo set cinematografico della Lotus Production.

Il contest sarà aperto dal 13 febbraio al 15 luglio 2012 ed i brani a disposizione saranno pubblicati sul sito web ufficiale (contest.cinevox.it ), dove si potrà anche accedere alle iscrizioni attraverso un apposito modulo di partecipazione.
Tra gli eventi collaterali del Contest, presso le Officine Farneto di Roma nella prima settimana di settembre, verranno organizzati anche una giornata di incontro Face2Face con i professionisti del settore e (data e luogo da definire) un Festival di 3 giorni nel quale verranno proiettati i corti dei 24 semifinalisti, insieme ad un concerto di colonne sonore al quale parteciperanno noti artisti di musica leggera e jazz.

Tra i partner che hanno aderito all’iniziativa si segnalano 9mq Story Tellers, Accademia Di Cinema e Televisione Griffith, Arcipelago, Associazione Musikstrasse, Cinecorriere, Cinemadamare, Coming Soon, Globalist, Golfo Dei Poeti Film Festival, Gruppo Editoriale Bixio, Italia Traduzioni, Media Key, Musicalnews, Officine Farneto, Publispei, Scuola di Doppiaggio Teo Bellia, Rai News 24, Viareggio Europacinema.

Il Contest L’IMMAGINE DEL SUONO gode del patrocinio di Anica, Rti, Medusa Home Entertainment, Apt, Afi, Nuovo Imaie, Siae, Fapav, Univideo.

SCRIVERE CANZONI “Approfondimento” Gli artefici di una canzone – articolo di Andrea Gallo

Posted by adminfiofa On dicembre - 14 - 2011 ADD COMMENTS

Andrea Gallo.jpg

Ancora una volta un incontro importante con Andrea Gallo.
I consigli di un autorevole “addetto ai lavori” sono indispensabili per chi decide di scrivere una canzone,
perchè nessuno di noi “è un isola”.
Saper ascoltare e riflettere è fondamentale per ogni artista.
Lo Staff di FIOFAMAGAZINE

SCRIVERE CANZONI
Approfondimento Gli artefici di una canzone

Ai più attenti non sarà sfuggito un particolare importante.
Nelle canzoni di successo, italiane e straniere, l’autore della canzone non è quasi mai solo uno. Read the rest of this entry »

GALLERIA CIVICA di Modena

Posted by adminfiofa On settembre - 11 - 2011 ADD COMMENTS

EXTENDED VOICES
MUSICA, VIDEO E RITRATTI DELLA VOCE CONTEMPORANEA
Tre giorni di eventi alla Galleria Civica di Modena in occasione del festivalfilosofia, dedicato quest’anno al tema della Natura
a cura di Claudio Chianura

Con il titolo di “Extended Voices. Musica, video e ritratti della voce contemporanea” la Galleria Civica di Modena <http://www.galleriacivicadimodena.it>  – assieme alla  Fondazione Cassa di Risparmio di Modena <http://www.fondazione-crmo.it>  – organizza una tre giorni di iniziative curate da Claudio Chianura in occasione del  festival <http://www.festivalfilosofia.itfilosofia <http://www.festivalfilosofia.it, in programma a Modena dal 16 al 18 settembre 2011.
Poiché il tema del festivalfilosofia 2011 è “Natura”, si è scelto di dedicare la ricognizione artistica della Galleria Civica alla voce, proprio in quanto “strumento naturale”, convocando negli spazi del Palazzo Santa Margherita performers che rappresentassero – sia nel campo della pura ricerca, sia in quello della tradizione rivisitata – alcune tra le massime espressioni della vocalità contemporanea.
Nelle tre sere del festivalfilosofia, all’interno del chiostro, Jaap Blonk <http://www.jaapblonk.com/> , Sidsel Endresen <http://www.sidselendresen.com/> , Joan La Barbara <http://www.joanlabarbara.com/> , Sergio Messina <http://wwww.radiogladio.it> , Susanna Parigi   <http://www.susannaparigi.it/> Sabrina Bizzo e Aurora Faggioli si alterneranno passando dalla canzone d’autore alla sperimentazione, dal jazz al dj set e al repertorio colto del Novecento.
Le sale espositive del Palazzo ospiteranno invece un vero e proprio omaggio – per immagini – alla voce, con un allestimento di ritratti fotografici di grandi cantanti fra i quali Demetrio Stratos, Joan La Barbara, Sidsel Endresen, Leena Conquest, Meredith Monk, Fatima Miranda.
Le fotografie si devono a Silvia Lelli, Roberto Masotti e Luciano Rossetti, che hanno voluto lasciare ciascuno una delle proprie fotografie alla raccolta della Galleria.
In sala grande anche tre proiezioni video che documentano altrettante performance vocali.

Nella foto: Demetrio Stratos, foto © Silvia Lelli & Roberto Masotti (1977)

Il programma delle giornate
Galleria Civica di Modena, Palazzo Santa Margherita, corso Canalgrande 103, Modena
Extended Voices. Musica, video e ritratti della voce contemporanea

Sala Grande
Extended Voices
foto di Silvia Lelli, Roberto Masotti, Luciano Rossetti

proiezioni video:
Phil Minton, “Two Figures in a Vortex” (2008, 12’49”)/”A Stain on Silence” (2008, 30’)
Video: Helen Petts
David Moss, “Orpheus Audio Splatter” (2008, 48’)
Video: Andreas Tiedemann
Amelia Cuni, “Ashtayama, Song of Hours” (2009, 57’21”)
Video: Amelia Cuni/Uli Sigg

orari di apertura: venerdì 16 settembre ore 9.00-1.00, sabato 17 settembre 9.00-2.00, domenica 18 settembre 9.00-0.00

Chiostro

venerdì 16 settembre
ore 22.30
Jaap Blonk
Dr. Voxoid’s Next Move
ore 23.30
Sidsel Endresen
Solo Voice

Sabato 17 settembre
ore 22.30
Joan La Barbara
Solitary Journeys of the Mind
Recent music of Joan La Barbara
ore 23.30
Sergio Messina
Vox Morgana

ore 24.30
Notturno Stratos
di Claudio Chianura
anteprima del documentario
Notturno Stratos
sui trent’anni di assenza di Demetrio

Domenica 18 settembre
ore 22.00
Susanna Parigi
La lingua segreta delle donne
ore 23.00
Sabrina Bizzo e Aurora Faggioli
Mother and Daughter in Concert

L’organo Hammond, di Andrea Pellegrini

Posted by adminfiofa On luglio - 20 - 2011 ADD COMMENTS

Hammond-keys.jpgAndrea1.jpg
Ecco un bellissimo approfondimento sull’organo Hammond, storico e insostituibile strumento che ha fatto tutta la storia del rock fino ad arrivare ai giorni nostri. Ne parla per FIOFAmagazine il musicista e tecnico del suono Andrea Pellegrini, specialista su questo strumento e fortunato possessore di un bellissimo modello del 1958. Se avete domande scrivetegli sul FORUM e vi risponderà con piacere. Se volete un vero Hammond con il Leslie in una vostra registrazione contattatelo (pellemay@tiscalinet.it) è uno dei migliori session man in circolazione!

L’organo Hammond è un organo elettrico progettato e costruito da Laurens Hammond (di lavoro costruiva orologi, cercateli su Internet…alcuni sono bellissimi!!!) nel 1935, a Chicago. Nasce come “clone”, come alternativa ai più costosi organi a canne…..anche se col passare del tempo, negli stati uniti, è diventato assai diffuso nelle chiese, talvolta piu’ dell’organo classico.
Infatti il primo modello fu creato appositamente per la chiesa frequentata da Laurens, che non poteva permettersi un’organo vero e proprio. Quindi il buon Sig. Hammond si mise all’opera per vedere di costruirne uno.
Non è casuale il connubio Organo Hammond – Orologio: infatti il principio delle ruote foniche (che vedremo tra poco cosa sono) e della meccanica interna si basa esattamente sul concetto degli ingranaggi all’interno di un normalissimo orologio.
In seguito l’Hammond trovò largo utilizzo nel jazz (ricordiamo Jimmy Smith), blues, musica gospel e, in misura inizialmente minore (si parla degli anni 40-45) ma poi sempre crescente, per il rock e il pop…..fino a diventare lo strumento a tastiera dei sogni, non solo per i tastieristi e organisti….ma per qualsiasi musicista. Veniva usato massicciamente come strumento d’intrattenimento: dagli anni 30 alla fine dei 70 (ed all’avvento delle tastiere) era lo strumento re per teatri (famosa la sonorità e la tecnica organistica del “Theatre Organ”!), stadi di baseball, onnipresente in tv, clubs ecc ecc. Il motivo è semplice: l’organo è una vera e propria orchestra, nessuno strumento puo’ suonare molteplici parti simultaneamente come l’organo.
Imitando l’organo a canne, con i suoi due manuali e i molteplici registri, l’organo Hammond utilizza la sintesi additiva delle forme d’onda armoniche per generare i suoni.
L’organo Hammond sfrutta una serie di ruote foniche (dette tonewheels), formalmente simili ad ingranaggi, che ruotano grazie ad un motore sincrono, cioè legato alla frequenza della rete elettrica e quindi molto costante e stabile nella sua rotazione (successivamente sostituito da motore asincrono autoavviante). E’ per questo che un hammond americano, se acceso in italia senza trasformatore di corrente, suona scordato di quasi un tono e mezzo: negli states la corrente è a 60Hz, mentre da noi è a 50 !!! Quindi si necessita (nel caso di avere un hammond americano) di ritarare il motore dell’organo, o molto piu’ semplicemente applicare un trasformatore che riporta la corrente dalla nostra 50 Hz a 60.
Il continuo avvicinarsi ed allontanarsi dei denti della ruota fonica crea una variazione di campo magnetico in corrispondenza del pick-up, proprio come avviene per la chitarra elettrica.
Dal momento che le forme d’onda sono prodotte da ruote meccaniche, e non da oscillatori elettronici, gli organi Hammond originali sono considerati degli organi elettrici, elettromeccanici o elettrofonici, piuttosto che elettronici. Al variare del numero dei denti sulla ruota fonica e della velocità della stessa varia la frequenza del segnale. Le onde generate sono organizzate secondo la nomenclatura organistica classica, ma mentre l’organo tradizionale può avere molte canne sotto il controllo dello stesso tasto, per ovvie ragioni di praticità l’organo Hammond ha solo nove linee di generazione contemporanee per ogni tasto. Sotto la tastiera, vi è posta infatti una contattiera con 9 filamenti di Palladio.
Altre caratteristiche che sono state aggiunte agli organi Hammond comprendono un vibrato di natura elettromeccanica. Il particolare “click” associato alla pressione del tasto che in origine era considerato un difetto di progettazione, velocemente è entrato a far parte del “sound” specifico degli Hammond, tanto che le moderne imitazioni degli organi Hammond lo riproducono fedelmente. Inizialmente non fu affatto semplice imitare con l’elettronica il suono degli Hammond, soprattutto per via della complessa e delicata connessione tra le fasi dei tonewheel, difficile da riprodurre con la circuiteria elettronica. Tuttavia, le moderne tecniche che impiegano il digital signal processing ed il campionamento permettono un’imitazione abbastanza accurata del suono originale degli organi Hammond.
Inoltre è presente, anche se non su tutti i modelli, il VIBRATO SCANNER…..un particolare apparecchio meccanico che permette di creare 3 tipi diversi di vibrato e 3 tipi diversi di chorus, selezionabili tramite una manopola a scatti.
Registri
Rapporto tra armoniche e note
Su ogni tirante (drawbar) è inciso un numero in quest’ordine:
grafica1b.jpg
Ripresi direttamente dalla nomenclatura classica dello strumento originale, questi numeri indicano la lunghezza delle “virtuali” canne. Il registro di 8′ indica una sinusoide la cui frequenza è effettivamente quella legata alle note suonate, quindi il LA 4 (sopra il DO centrale) avrà una frequenza effettiva di 440 Hz e così via, la tastiera dell’Hammond risulterà quindi perfettamente parallela a quella di un pianoforte. Raddoppiando la lunghezza in piedi della canna virtuale a 16′, la stessa nota sullo stesso tasto risulterà all’ottava inferiore, dimezzando la lunghezza della canna a 4′ si otterrà la nota all’ottava superiore. Oltre ai rapporti di ottava, ci sono anche rapporti non interi; il tutto è riassumibile nella seguente tabella:
Drawbars dell’organo Hammond
grafica2.jpg
L’orecchio umano riesce comunque a trarre l’impressione di compattezza sonora ed estrae la fondamentale senza lasciarsi ingannare dalle armoniche superiori o inferiori.
I drawbars sono divisi tra loro da una logica di codice timbrico e di colore.
Codice timbrico
• I primi due (16′ – 5 1/3′) sono il gruppo dei Sub, che rafforza il suono all’ottava inferiore ed alla quinta parallela.
• Il gruppo centrale dei quattro (8′ – 4′ – 2 2/3′ – 2′) è quello dei Foundation, la definizione di base del timbro.
• Gli ultimi tre (1 3/5′ – 1 1/3′ – 1′) sono la Brilliance, la brillantezza, cioè l’apertura sulle alte frequenze.
Codice colore
• I drawbars Bianchi sono regolati tra loro da un rapporto di ottava (8′ – 4′ – 2′ – 1′), mantenendo una forte consonanza.
• I drawbars Neri sono invece regolati tra loro dai rapporti dissonanti delle terze maggiori e delle quinte (2 2/3′ – 1 3/5′ – 1 1/3′).
• I due drawbars Marroni (16′ – 5 1/3′) vengono utilizzati per dare potenza al suono.
Principali famiglie dei registri
Normalmente in un organo tradizionale si utilizzano quattro famiglie timbriche ottenute con differenti soluzioni costruttive, che sono i Flauti, le Ance, i Diapason e gli Archi. Nell’organo Hammond è possibile riprodurre le quattro famiglie:
• Nel caso dei Flauti basta creare un profilo a due gradini, es. 00_8500_000, utilizzando poi il primo drawbar (16′) si può dare maggiore profondità al suono.
• La famiglia delle Ance, è caratterizzata dal timbro più aspro, per una maggiore presenza di armoniche dispari, la si può ottenere estraendo i tiranti seguendo un profilo triangolare, con il vertice che di solito corrisponde al 2 2/3′, es. 00_4676_543 oppure 00_2333_200.
• la famiglia dei Diapason è una via di mezzo tra i Flauti e gli Archi, ed il profilo dei drawbars è “a dente di sega”, con forte consonanza delle prime due armoniche (8′ e 4′) e valori scalati per i drawbars successivi, es. 85_8544_000 oppure 01_8855_331.
• L’ultima famiglia degli Archi è caratterizzata da un profilo a forma di arco, meno spigoloso delle Ance, ma sempre con una forte presenza delle armoniche superiori, es. 00_3564_534.

clicca per ingrandire:
Hammond-Lato.jpgMani-Hammond.jpgHammondUP.jpg
Una nota particolare la merita la questione Hammond – Leslie.
Il luogo comune è che fossero una cosa sola. NON è AFFATTO COSI.
Prima di tutto la Hammond costruiva i propri amplificatori, gia’ dalla meta’ degli anni 30 (modelli Jr 20 e Jr40 – con bellissimi reverberi a molla incorporati!!), mentre la LESLIE ha cominciato la sua produzione intorno gli anni 50.
Erano due aziende rivali, ed entrambi hanno sempre accettato malvolentieri di essere accoumunate. Pensate che la Hammond VIETAVA TASSATIVAMENTE l’uso del leslie ai propri dimostratori, agli insegnanti hammond e non veniva minimamente contemplato nella didattica Hammond. (La Hammond vietava, cosi’ come il leslie, anche il suonare Jimmy Smith!), mentre la Leslie voleva essere apprezzata per i suoi Tone-Cabinet anche senza un Hammond accanto.
Nonostante questi bisticci, l’accoppiata Hammond-Leslie è una delle piu’ riuscite della storia dell’umanita’…..al pari di altre celebri coppie tipo Adamo ed Eva, o Stanlio e Ollio.
Gli altoparlanti Leslie possiedono uno o più componenti rotativi che producono un particolare effetto tridimensionale dovuto alla rotazione degli altoparlanti in esso contenuti. Esso è il frutto della somma dell’effetto Doppler, dovuto allo spostamento relativo delle fonti sonore rispetto all’ascoltatore, e delle riflessioni del suono conseguenti alla rotazione.
Agli amici fonici dico che microfonare bene un leslie non è uno scherzo, specialmente quando si usano microfoni a condensatore. Il complesso gioco di armoniche e di fasi che rende unico il leslie, lo rende altrettanto difficile da catturare e da riprodurre in mix….. La microfonazione di un leslie non è mai standard….varia di situazione in situazione: sia di genere suonato, che soprattutto di timbrica desiderata. Ci sono numerose tecniche, ma la cosa che alla fine è quella che conta di piu’ è il provare e riprovare fino ad arrivare alla soluzione ottimale per il proprio gusto e la propria esigenza sonora.
Consiglio l’ascolto del disco “TRACY CHAPMAN” (la copertina da sul giallo ambra) se volete sentire un bell’Hammond registrato bene, anzi da paura, in un contesto pop/rock (notevolissimo tappeto di organo nei primi 2 brani –talkin’ bout a revolution- e –fast car-“) , o GOODFELLAS e/o SINGIN’ & SWINGIN’ di Joey de Francesco, per un ambito un po’ piu’ blues/jazz (ma di quello ganzo forte!!!!! Dischi bellissimi, divertenti e molto piacevoli da ascoltare!)
Gli amplificatori hammond sono tutti NON rotativi, c’è da dirlo. E’ interessante sperimentare (anche se ci vuole una modifica per installare l’uscita a jack direttamente dall’hammond!) lo strumento anche su vari ampli da chitarra (John Lord dei Deep Purple non usava Leslie, bensi un testa-cassa Marshall) o da basso. Vengono fuori sonorita’ veramente bellissime! E oltrettutto un po’ fuori dal comune…..
MODELLI:
Gli organi Hammond sono stati prodotti per oltre 40 anni in un numero elevatissimo di modelli, alcuni di grande successo e altri pressoché sconosciuti.
CHIARIAMO SUBITO UN PUNTO: I modelli “Console”, A100 – B3 – C3 (i top gamma Hammond) sono MECCANICAMENTE IDENTICI !!!! Tranne l’A100, che all’interno ha in aggiunta agli altri 2 un suo speaker ed un reverbero a molla integrato, per il resto mi ripeto che sono meccanicamente identici. Cambia solo il mobile all’esterno !!!! E solo un fattore quindi di estetica, ma il suono prodotto è esattamente il solito, apparte il fatto che l’A100 ha un suo speaker e un suo reverbero, mentre gli altri due non lo hanno e necessitano di amplificazione. Sono interamente valvolari tutti, con la stessa generazione sonora.
Piccola curiosita’, Il modello B3, (B sta per Bench – panchina) è stato il primo hammond diffuso in larga scala. Esso ha 4 zampe, e quindi la parte della pedaliera rimane scoperta e visibile!
Il modello C3 invece, dal mobile intero e senza zampe ,non permette la visione della zona pedaliera. Infatti questo fu costruito espressamente per le chiese (C sta per Church!)….perchè col B3 si vedevano le gambe delle organiste !!!!!!!! Giuro sul mio Hammond che è la verità.
E’ possibile suddividerli in categorie principali, di cui elenchiamo i modelli più famosi:
• a “Console”, dotati di due manuali da 61 note:
o Hammond A, primo modello ideato da Laurens Hammond, ha due manuali da 61 tasti (5 ottave) ciascuno e 38 Drawbars, (due serie da 9 drawbars per ogni manuale più 2 drawbars per la pedaliera da 2 ottave). La prima ottava di ognuno dei due manuali ha i tasti di colore invertito e non suona, serve per selezionare i suoni presettati o commutare l’uso dei Drawbars tra la famiglia 1 (Sib Bianco) e la 2 (Si nero). I tasti invertiti sevono proprio da USER preset, modificabili con un non semplicissimo procedimento fatto a base di cavi e VITI!!!!
o Hammond B3, il modello più ricercato e quotato insieme al modello C3, da cui si distingue per le 4 gambe su cui si poggia e che lo rendono unico nel suo genere. Lo si ascolta praticamente in tutti i generi musicali. Un caratteristico esempio del suono del B3 lo si ritrova in quasi tutte le registrazioni di Rick Wright dei Pink Floyd. Il B3 è spesso accompagnato dal Leslie 122 connubio ideale per un suono morbido e rotondo ideale per dolci tappeti e fraseggi Jazz (Jimmy Smith docet!)….mentre da un Leslie 147 per un suono un po’ piu’ graffiante e rock.
o Hammond C3, il più famoso insieme al modello B3. Ha tastiere, meccanica e generazione sonora identiche al modello e B3 ma in un mobile dal design semplice e più compatto, tipicamente liturgico. È l’ideale per i concerti rock di cui è stato ed è ancora oggi il protagonista data la sua possente presenza visiva.
o Hammond A100, il più facile da reperire ai nostri giorni (o il meno difficile), è invero l’Hammond console più completo. Infatti ha tutte le caratteristiche dei modelli B3 e C3 ma possiede anche un amplificatore di potenza, un sistema di riverbero amplificato e ben tre altoparlanti di grande diametro. Il tutto contenuto in un mobile più compatto. Per l’A100 fu espressamente progettato il Leslie 251, simile al 147 ma con in più un canale audio e altoparlanti separati per il suono diretto riverberato proveniente dal sistema di riverbero dell’organo. Poiché l’A100 è un organo già amplificato all’origine è possibile suonarlo senza accoppiarlo ad un Leslie o ad un “tone cabinet” Hammond.

• a Spinetta, modelli più piccoli che hanno due manuali da 44 note posizionati in “offset” cioè che le tastiere non sono parallele, bensi’ la inferiore è spostata a sinistra, mentre la superiore è spostata a destra.
C’è da dire che rispetto alle Consoles, ci sono delle differenze di importanza piu’ o meno variabile, sia dal punto di vista della generazione sonora, sia la tasiera che non è water-fall presente nelle console bensi’ una tastiera normale, la generazione talvolta non è integralmente valvolare ed altri dettagli. Di spinette ce ne sono tantissimi modelli, qui i piu’ celebri:
o Hammond L100 / L122, modello a spinetta portatile, è il piccolino di casa Hammond integralmente valvolare, ha due manuali da 49 tasti (3 ottave e 1/2) ciascuno, con una generazione timbrica molto caratteristica ma in parte diversa da quella dei “console” per l’assenza del “vibrato scanner” e della circuitazione “foldback”. Keith Emerson è sempre stato solito accoltellare (letteralmente) questo strumento nei suoi concerti, oltre a maltrattarlo suonandolo al contrario o spostandolo violentemente per tutto il palco. C’e’ da dire che lui suonava un C3 durante la serata, poi se la rifaceva di santa ragione con il povero L100…! Tra un buon clone digitale e un L100, se cio’ che importa è il suono e non il peso (ehi, non è un c3….in due si porta alla grande!), per un migliaio di Euro consiglio il secondo!
o Hammond M100, ha la generazione sonora come i modelli console, integra il “vibrato scanner” anche se manca la circuitazione “foldback” (questa puo’ essere messa su qualsiasi spinetta da un bravo tecnico!!!). È reso celebre per il suo utilizzo nel concerto dei Pink Floyd all’anfiteatro romano di Pompei del 1972, affiancato da uno storico Farfisa CompactDuo, un altro strumento con caratteristiche definite esaltanti da molti musicofili. Dal punto di vista sonoro, l’M100 è sicuramente la spinetta piu’ vicina ai modelli console !!! Con la modifica foldback, il suono diventa identico!!!!! Ha due manuali da 49 tasti (3 ottave e 1/2) ciascuno, ed una pedaliera da un’ottava. In compenso costa veramente poco rispetto alle consolle (costa quanto un ottimo/eccellente clone digitale!!!!!), è piccolo nelle dimensioni e si porta in 2/3 persone tranquillamente!!!
o Hammond M3, è identico in tutto e per tutto all’M100…..pero’…..HA LA TASTIERA WATERFALL COME LE CONSOLLE! E qui veramente, specie con la modifica foldback si suona su un b3 con la tastiera di 3 ottave e mezzo! Che, a patto che non devi fare walkin’ bass con la mano sinistra, è perfetto per suonarci su tutto, ma proprio tutto! E’ l’Hammond che consiglio a tutti quelli che ci si vogliono avvicinare senza scendere troppo a compromessi: M100 o M3.
o Hammond T 100 è l’Hammond di Tony Banks, tastierista dei Genesis, che preferiva questo per via della sua generazione valvolare, ma della sua amplificazione a transistor….quindi piu’ chiara e un po’ piu’ aggressiva Un po’ piu’ raro, ma sempre un ottimo hammond
Una nota importante: possiamo dividere in 3 parti la grande produzione di massa della Hammond –fermo restando che tutti i prodotti sono di qualita’ eccelsa- chesta nota è propria da tecnico….giusto per andare a vedere e spigarvi il pelo nell’uovo.

1° Serie – Tra gli anni 40 e il 1961: Sono gli Hammond in assoluto migliori. La componentistica è tutta al meglio, e ad oggi sono quelli piu’ ricercati e di maggior valore. Una rarita’ preziosa. Produzione esclusivamente americana.
2°Serie – 1962 / 1969: L’anno del boom. Gli hammond incrementano esponenzialmente le vendite. Essendo strumenti che VENIVANO MONTATI INTERAMENTE A MANO…..non a catena…..la hammond si trova a dover aprire aziende costruttrici in europa per velocizzare e incrementare la produzione, sia per abbattere il problema della spedizione all’estero…diventata quasi insostenibile. E’ da qui, che sempre sotto lo standard Hammond, iniziano a venire costruiti organi made in England, Olanda, Germania (ad oggi il paese europeo con in maggior numero di “vecchi”negozi hammond, oltre che a una presenza incredibile di organi e di bravissimi organisti!), e anche in Italia! A Torino c’era la Hammond Italia! Ottimi strumenti, piu facilmente reperibili, ad oggi di valore un po’ meno inferiore (soprattutto per i non americani, alcuni peraltro buoni si trovano a cifre buone!)
3°Serie – 1970 / 1976 (anno di chiusura della Hammond). I sintetizzatori, le tastiere, e l’avanzamento della tecnologia musicale (sommato al cambio della moda musicale…!) iniziano lentamente e inesorabilmente a minare le basi dello strumento piu’ apprezzato da musicisti e non. Incrementano quindi le componenti plastiche, e la componentistica è buona….ma non eccellente. Alcuni hammond vengono forniti con brawbars a “scatti”, risultando di piu’ difficile gestione, e a volte le tastiere non sono cosi’ solide ed indistruttibili come una prima serie. Nonostante questo, sono ottimi strumenti…..ad avendo anche 20/30 anni meno dei primi……sono arrivati ad oggi in condizioni estetiche talvolta migliori.
E’ proprio in questo periodo che la Hammond ha sfornato dei prodotti piu’ o meno PESSIMI, totalmente in plastica, e totalmente a transistor….che di Hammond hanno in certi casi solamente la targhetta…..tipo i modelli X5 e compagnia bella.

La Hammond è stata rilevata dalla Suzuki, nei primi anni 90…ma la produzione da allora si basa esclusivamente sullo sviluppo di cloni Hammond digitali. Il livello raggiunto da loro è veramente stupefacente…sicuramente sono tra i migliori cloni harware presenti in circolazione. Vero è che per un doppio manuale top gamma Hammond-Suzuki ci vogliono piu’ di 4000 euro……la cifra di un A100. Se la discriminante è il peso e l’ingombro……ok, ma se si parla di suono….ragazzi…questa è un’altra storia. L’hammond è considerato alla pari di uno strumento acustico: ad ogni accensione suona diverso, perché oltre che alla corrente, è sensibile alla temperatura e all’umidita’.
Spero di essere stato, con questa panoramica sul pianeta Hammond esaustivo e non palloso. Auguro a tutti, tastieristi-pianisti e non di metterci le mani sopra almeno una volta nella vita. Lo capirete da soli il perché. Vi dico questo, i chitarristi generalmente non amano le tastiere…è noto….ma quando inizi a parlare di hammond….il discorso cambia…….! Ehehe…
Buona musica a tutti!!
Andrea Pellegrini

per contatti: pellemay@tiscalinet.it

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